Disturbi emotivo-comportamentali

La disregolazione emozionale, da non intendersi solo come “l’esplosione” delle emozioni ma anche come l’eccessivo controllo di queste, molto spesso è correlata con difficoltà nella comprensione emotiva, ed è messa in relazione con diverse forme di psicopatologia sia nei bambini che nei genitori. Spesso queste difficoltà si ripercuotono a livello scolastico o nelle relazioni famigliari, quando la minima frustrazione sembra diventare un ostacolo insormontabile per il bambino o quando situazioni apparentemente semplici e divertenti, per il proprio bambino diventano motivo di ansia e chiusura in se stesso.

Più facile da individuare, è il disturbo emozionale legato al basso controllo inibitorio, che può manifestarsi in modi diversi: aggressività verbale/fisica; impulsività; irritabilità: permalosità eccessiva…
A scuola, più facilmente si possono evidenziare disturbi dell’attenzione, e/o dell’apprendimento, questo perché la regolazione emotiva e la modulazione attentiva sono direttamente proporzionali e dunque influenzabili tra loro. Poter adattare le proprie emozioni adeguatamente agli ambienti e alle situazioni, permette al bambino di focalizzare anche l’attenzione su stimoli sensoriali e cognitivi, apprendendo con più facilità. Allo stesso modo, saper modulare l’attenzione permette una sempre maggiore regolazione del mondo emotivo, con conseguente presenza di risposte funzionali e reazioni adeguate.

Inibizione, paura, vergogna, forte ansia, sono invece il rovescio della medaglia per bambini molto controllati emotivamente. La difficoltà per un genitore, in questo caso, è accorgersi tempestivamente che il figlio non è solamente “molto educato” ma eccessivamente preoccupato.
Preoccupato per non sapere -probabilmente- tradurre le emozioni negli altri e quindi non poterle prevedere; o ancora non saper tradurre a parole le proprie preoccupazioni e sensazioni, dunque rifugiarsi inconsapevolmente nell’espressione psicosomatica del problema, o in una tristezza che non ha in apparenza motivazioni concrete, ma che appare presente e costante. Anche in questo caso, tutte le difficoltà a gestire il proprio mondo interno, si riverberano facilmente negli aspetti cognitivi e scolastici, ma soprattutto relazionali.

Come psicologa clinica e dell’età evolutiva, aiuto i genitori a comprendere gli stati interni del figlio, attraverso l’esperienza del gioco terapeutico, dell’osservazione e con strumenti psicologici. I colloqui con i genitori, fondamentali per un lavoro sinergico e quindi più responsivo e ad ampio raggio, concorrono a implementare i processi di mentalizzazione e a migliorare i canali di comunicazione tra sé e il figlio. Il risultato finale è il benessere mentale e fisico del bambino e dei suoi familiari.